domenica 24 agosto 2014

Proroga della mostra Dentro lo scudo


La durata della mostra Dentro lo scudo è stata prorogata fino al 10 settembre.


lunedì 18 agosto 2014

DENTRO LO SCUDO - Mostra araldica sulla storia dello stemma dei Montefeltro duchi di Urbino

 
In occasione della settimana rinascimentale di Piobbico, nel corso del Paio dei Brancaleoni, allestirò nel locale castello comitale una mostra di scudi e altre insegne che illustra la storia dell'arma dei Montefeltro dalle origini fino all'estinzione della casata.

La mostra sarà visitabile dal 20 al 24 agosto 2014, negli orari d'apertura del castello che in via ordinaria sono:
Giorni feriali: 9.00 - 12.00  /  15.30 - 18.30
Giorni festivi: 10.30 - 13.00  /  15.30 - 18.30
Tuttavia in occasione della settimana rinascimentale sarà verosimilmente aperto con orario ampliato, per informazioni rivolgersi alla Pro Loco.

In particolare domenica 24 agosto, alle ore 16.30 si terrà una visita guidata al Castello Brancaleoni, comprendente la mostra "Dentro lo scudo" e la mostra "Fasti di Corte - Gli abiti dei Della Rovere" organizzata dalla Soprintendenza per i beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche.
Costo di partecipazione € 7.00 a persona (bambini sotto i 12 anni gratuito), comprende servizio di visita guidata e biglietto d'ingresso.
Per informazioni e prenotazioni: 333.38.86.193
 



Nota sulla mostra Dentro lo scudo


"I luoghi più significativi per la storia dei Brancaleoni del ramo piobbichese sono certamente il castello di Piobbico e la chiesa di Santa Maria in Val d’Abisso. Il primo luogo della vita quotidiana, politica e militare; l’altro il luogo del culto e dell’eterno riposo per molti esponenti della casata.
In entrambi questi luoghi, oltre allo stemma dei Brancaleoni, si trova quello dei Montefeltro duchi di Urbino. Nel castello è murato nel lato di ponente del cortile d’onore, nella chiesa è scolpito in posizione di rilievo, con quello dei Servi di Maria e dei Brancaleoni, nell’architrave del portale d’ingresso. Il che non deve stupire. I Brancaleoni furono tra i più fidati alleati della casa di Montefeltro, dapprima nella feroce lotta per il predominio su Urbino e Cagli (anche in contrasto con i lontani parenti, i Brancaleoni di Casteldurante), poi nelle condotte militari del celebre duca Federico da Montefeltro e nelle incombenze di corte.
Dopo la conferenza del 24 agosto 2012 e in attesa della prossima edizione del volume sull’araldica dei Brancaleoni, Antonio Conti propone la lettura dell’evoluzione dello stemma dei Montefeltro dalle origini, nel XIII secolo, all’estinzione della casata avvenuta all’inizio del secolo XVI. Le fasi della trasformazione dello stemma sono illustrate da scudi in legno dipinto che hanno le dimensioni e la forma degli scudi di moda all’epoca in cui l’arme rappresentata era quella adottata dai signori Urbino.
Il percorso storico-araldico, esemplificato dagli scudi, è illustrato da didascalie e da un grande albero genealogico del casato, nel quale sono rappresentate anche le armi delle famiglie imparentate. Inoltre viene data la possibilità di approfondire il tema trattato attraverso richiami bibliografici agli studi compiuti sul tema da Antonio Conti, pubblicati in prestigiose riviste di araldica e di storia, nell’arco di un decennio.
Oltre alla parte relativa agli stemmi veri e propri si aggiunge quella relativa alla divisa di Federico da Montefeltro: l’emblema e i colori militari (verde, bianco e rosso, estranei a quelli dello stemma familiare) usati dal signore di Urbino sui campi di battaglia.
Quello delle divise fu un fenomeno fortemente in voga nel XV secolo, come dimostrano gli studi condotti da Massimo Predonzani. Nel caso dei Montefeltro sono qui rappresentati un una banderuola, in uno scudo e nelle calze braga, elemento fondamentale dell’abbigliamento militare delle fanterie."

 
Pagina evento facebook:
https://www.facebook.com/events/596618877123969/?fref=ts

Per informazioni sul palio:
Pro Loco di Piobbico: 347.1576086 / 331.8588104
Pagina facebook:
https://www.facebook.com/prolocoPiobbico/timeline

Per visite guidate al castello di Piobbico: 333.3886193
Pagina internet:
http://www.castellobrancaleoni.it/

Per la mostra Fasti di Corte - Gli abiti dei Della Rovere:
http://www.spsae-marche.beniculturali.it/index.php?it/108/mostre-ed-eventi-2013








mercoledì 18 dicembre 2013

Mostra degli abiti rovereschi al castello di Piobbico


Citando la nota trasmissione d’inchiesta della Rai curata dall’impareggiabile Milena Gabanelli, potremmo chiederci: com’è andata a finire?

La polemica che avviammo su queste pagine (1, 2, 3 e 4) e poi su “il Resto del Carlino” a proposito dell’apparato di bandiere e sull’insieme dell’incredibile allestimento predisposto per il magnifico castello di Piobbico, ha avuto un esito felice. Alla scadenza, nello scorso mese di maggio, la convenzione che (con una forzata interpretazione) permise quanto denunciammo, non è stata rinnovata.

La conseguente perdita della collezione di abiti (asseriti d’epoca) e di altri pur interessanti cimeli di famiglia ha fatto emergere più di un malumore tra la popolazione di Piobbico. Ora, l’amministrazione comunale e le soprintendenze marchigiane (la Direzione regionale e la Soprintendenza di Urbino) hanno deciso di realizzare nelle magnifiche sale del palazzo Brancaleoni una mostra degli abiti rinvenuti nei sepolcri della chiesa di Santa Chiara di Urbino: sono gli abiti originali e restaurati del duca Francesco Maria I Della Rovere (+1538), della nuora Giulia Varano (1547) e del figlio cardinale Giuliano Della Rovere (+1578).

Nel corso dell’inaugurazione, nel pomeriggio di sabato 16 dicembre 2013, la direttrice regionale Lorenza Mochi Onori e la soprintendente Maria Rosaria Valazzi, hanno voluto rimarcare l’importanza della valorizzazione dei beni culturali proprio attraverso quel di più che può essere offerto al pubblico dalla scientificità della proposta culturale, senza tralasciarne la godibilità.

Sono caratteristiche ben riscontrabili nella mostra curata da Agnese Vastano e Alessandro Marchi. La stucchevole verosimiglianza è sostituita dall’originalità, dalla scientificità e dalla bellezza. Bene.

Gli abiti della corte roveresca, che vissero il medesimo ambiente culturale degli ambienti realizzati da Antonio Brancaleoni con l’opera primaria del Brandani richiamano nelle fogge quelli indossati dai signori di Piobbico rappresentati nelle scene di vita che decorano gli appartamenti del castello che pure mostrano i segni dell’evoluzione del gusto e della moda.

Nell’occasione è stata annunciata anche l’apertura di una mostra sul “manierismo metaurense” nel corso della prossima primavera, sempre nelle sale del castello Brancaleoni.
Credo che per tutto questo si debbano ringraziare l'amministrazione comunale, le menzionate istituzioni del Ministero dei Beni Culturali e la ICOR DORICA che come sponsor ha permesso la realizzazione dell'esposizione anche in questo momento di difficoltà economica.

 
La mostra rimarrà aperta dal 17 dicembre 2013 al 30 marzo 2014
per le visite:
Castello Brancaleoni

In primavera sarà allestita la mostra sul Manierismo metaurense
 
Il sindaco di Piobbico Giorgio Mochi, la direttrice regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche Lorenza Mochi Onori, la soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche Maria Rosaria Valazzi, gli storici dell'arte della Soprintendenza di Urbino Agnese Vastano e Alessandro Marchi, gli assessori del Comune di Piobbico Ilaria Aluigi ed Ermes Blasi
 
I Fasti di Corte. Gli abiti dei Della Rovere

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mercoledì 30 ottobre 2013

Patroni e araldica comunale

 
La ricerca sull'araldica civica nella Regione Marche, alla quale diedi anche io un contributo per quanto riguarda la provincia di Pesaro e Urbino, coordinata da Mario Carassai sotto la supervisione scientifica di Alessandro Savorelli, partecipi anche Vieri Favini e Luigi Girolami, col supporto grafico di Massimo Ghirardi, ha prodotto un primo risultato apprezzabile.
Apprezzabile dal pubblico che può finalmente godere del risultato della ricerca almeno per un aspetto, quello della posizione dei santi e dei patroni nell'araldica dei comuni delle Marche, in particolare dei santi vessilliferi: quelli che nei sigilli, nelle monete, nelle pale d'altare e in numerosi altri tipi di supporti sono rappresentati con un vessillo, quasi sempre il vessillo della città.
In attesa che i tempi maturino per la pubblicazione di tutta la ricerca, ecco dunque:

Santi, patroni, città: immagini della devozione civica nelle Marche
testi di Vittoria Camelliti, Vieri Favini e Alessandro Savorelli
a cura di Mario Carassai
Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche, n. 132, 2013

 
 
L'opera può essere richiesta alla Presidenza del Consiglio della Regione Marche

mercoledì 23 ottobre 2013

Aquila per vessillo


Richiestami un’aquila da rappresentare con facilità su vessilli montefeltreschi, mi ispirai a una delle numerose miniature dei codici della biblioteca dei Montefeltro ora pezzo forte della Vaticana.
Il rapace prescelto sta nel codice Urb.lat.1251.1v. Opportunamente adattato, compare sui vessilli mi pare con un buon risultato, e non solo lì.


Foto tratta da Facebook

lunedì 21 ottobre 2013

Un ex libris di Ronny Andersen, per me.


Quest’oggi ho ricevuto l’ex libris realizzato per me dall’araldista danese Ronny Andersen. Mi piaceva l’idea di avere un lavoro di questo giovane ma affermato araldista e gli ho chiesto qualche mese fa di realizzare concretamente l’idea di ex libris che avevo in mente. Il lavoro è davvero bello.
La quercia è, in altra forma e con altro nome come noto, la figura dell’arma dei Della Rovere che dal 1474 al 1631 furono signori della città dove, un po’ casualmente, nacqui in un tempo sempre più lontano. Va detto che questo fatto è in realtà una coincidenza, mi piaceva la quercia con le sue foglie particolari e questo basta. L’albero è sradicato, non per un omaggio alla casato or ora citata, ma perché chi scrive è sostanzialmente tale o tale si sente.

Lo stemma ai piedi della quercia è l’arma di Monte Falcone, castello di cui Acqualagna fu borgo. Gli smalti sono ignoti, potrebbero essere stati quelli usati oggi dal Comune acqualagnese (d’azzurro al falco al naturale poggiato su un monte di tre cime di verde), ma anche quelli della più importante famiglia del Luogo che nel XV secolo aveva stemma uguale, ma smalti diversi. Lo stemma è lì collocato perché da lì proviene la mia famiglia paterna, quella di cui porto il cognome.

Lo stemma crociato è quello di un’altra località: Ivrea, la città di Ivrea, che alza per arma una croce rossa in campo bianco, semplice e bello, comune, come noto a moltissimi comuni dell’Italia centrale e settentrionale, ognuna fiera e orgogliosa di uno stemma certamente molto antico. Sta su un ramo mozzato, del resto tale è il mio rapporto con quell’amabile città dopo che sono stato trascinato via dagli eventi della vita nella spensierata adolescenza… resta un piccolo getto… i fratelli del SOAS sanno cos’è…

Sull’altro ramo lo stemma dei Montefeltro, ovvero, con una scontata modifica piuttosto comune, anche l’arma di Urbino: bandato d’azzurro e d’oro, la seconda caricata di un’aquila di nero. Gli anni belli dell’Università, le prime ricerche araldiche sono nate lì, e lì è nata mia figlia e ciò giustifica i giovani getti che seguono l’arma appesa.

Più su lo stemma che mi sono dato ventitré anni fa in ambito universitario (goliardico per la precisione), come ho ampiamente detto nella mia presentazione in questo blog. I colori sono quelli di Ravenna, la mia città di residenza a quei tempi… d’altra parte i fuori sede sono spesso appellati con una sorta di toponimico. Le figure sono quelle di un cliché trovato Portobello di Londra e che si attagliava molto bene al nome goliardico ricevuto nel Maximus Ordo Torricinorum.

Quanto al motto LIBERTA' VO CERCANDO, è ripreso da un passo del primo canto del Purgatorio della Commedia di Dante. Meglio è preso dalla testata di una rivista dell’Unione Goliardica per la Libertà edita nel 1925. Anche di ciò ho detto nella presentazione in questo blog.

Ecco, dunque, in sostanza, la spiegazione araldo-topo-psicanalitica di questo ex libris per la cui realizzazione ringrazio, anche in questa sede, l’ottimo Ronny Andersen.

Qui il sito di Ronny Andersen


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venerdì 18 ottobre 2013

Adriano Fieschi. Un legato che ha lasciato il segno.

Peducci, chiavi di volta, architravi, stipiti; in questi ed altri luoghi tipici del palazzo ducale di Urbino i conti e i duchi delle case di Montefeltro e dei Della Rovere hanno voluto rappresentare le loro insegne: stemmi e imprese. Altri personaggi, soprattutto dopo la devoluzione del Ducato di Urbino alla sede Apostolica (1631), quando il palazzo non era più reggia ma palazzo apostolico, vollero lasciare il segno di sé con graffiti di vario genere, alcuni anche araldici, alcuni di pregevole fattura. Di alcuni legati restano lapidi commemorative, ma il caso più clamoroso, per l'inedita e insuperata impudenza, è quello del cardinale Adriano Fieschi (Genova 1788 - Roma 1858) che volle lasciare di se stesso un segno là dove solo i duchi ebbero l'onore di lasciare il loro: l'architrave di una porta, con un fregio araldico che (se non per lo stile dell'opera araldica e per il carattere delle lettere che l'accompagnano) potrebbe essere scambiato per un'antica insegna in qualche modo commessa con la storia più importante del palazzo. E invece si tratta dello stemma e delle iniziali di tal A(driano) C(ardinale) F(ieschi) L(egato) che fu legato di Urbino e Pesaro per meno di un anno dal luglio 1847 all'aprile 1848.

lunedì 14 ottobre 2013

I Borgia di Neil Jordan


La serie I Borgia  (The Borgias) prodotta dalla televisione canadese e creata da Neil Jordan, contiene numerosi svarioni storici come segnala, tra l’altro, Wikipedia.
Pur di minore rilevanza (forse) si riscontrano anche diversi errori araldici che appaiono del tutto gratuiti.
La bandiera che accompagna Giovanni Sforza è curiosa: il campo inquartato di rosso e di bianco sembra l’inversione cromatica dello stemma (e del vessillo) della città di Pesaro. Ogni quarto è caricato da uno stemmino illeggibile che parrebbe essere sempre lo stesso. Improbabile.


La bandiera dell’esercito papale è quella della Guardia svizzera! Come noto la Guardia svizzera fu per così dire costituita nel 1506 da papa Giulio II, ma quella bandiera è molto più recente. Il cardinale Della Rovere (poi Giulio II) fu acerrimo nemico di Alessandro VI anche nella serie tv… una beffa!
Mitiga lo svarione la presenza di "gonfaloni" papali? No.
 


Che dire della corte di Ludovico il Moro allestita nella sala principale del castello della Manta con il meraviglioso stemma dei Saluzzo!? Davvero non sono riusciti a trovare un’ambientazione sforzesca?


Incredibile, il povero Carlo VIII col collare dell’Ordine di San Michele con conchiglie e fiocchi (corretto) da cui pende assurdamente un Toson d’oro!!!

 
Si poteva far meglio, con un po’ d’attenzione e poca spesa.

;-)


domenica 13 ottobre 2013

San Francesco nello stemma di San Leo. Convegno del 12 ottobre 2013


Le mie ricerche (risalenti al 2004, presso l’archivio dello Stato della Repubblica di San Marino, concernenti innanzitutto l’araldica dei Montefeltro), unitamente a quelle svolte dal gruppo di ricerca diretto da Alessandro Savorelli per conto della Regione Marche (2008-2009), concernenti l’araldica comunale del territorio regionale, hanno permesso guardare col supporto di un’adeguata documentazione storico-araldica l’evoluzione degli emblemi del Comune di San Leo che, non è un caso isolato, non risponde appieno a quanto enunciato dalla tradizione e ribadito nella documentazione ufficiale proposta agli organi competenti al fine di ottenere il decreto di riconoscimento nel 1902.

L’esito dell’ampia ricerca condotta nel 2008-2009 sarà edito quanto prima (finanziatori permettendo… il volume dedicato alla Provincia di Macerata è già in corso di stampa…), in quella sede troverà posto una scheda sintetica sul comune di San Leo nonostante nel frattempo si sia unito alla Regione Emilia e Romagna. La mia lunga relazione al Convegno leontino troverà spazio sulla rivista della Società di Studi Storici per il Montefeltro: “Studi Montefeltrani”.

Per l’invito a partecipare con la mia relazione al convegno di studi ringrazio la Società e il suo Presidente Alessandro Marchi, nonché il Comune di San Leo col  sindaco Mauro Guerra.

L’occasione è stata propizia per gettare le basi per progetti futuri. Bene.

 


 
 
 

martedì 24 settembre 2013

LO STEMMA DEL COMUNE DI SAN LEO

Sabato 12 ottobre 2013, nell'ambito delle celebrazioni per l'VIII centenario della celebre presenza di San Francesco d'Assisi a San Leo, quando al santo venne donato il monte della Verna, si svolgerà tra l'altro il convegno di studi "San Francesco, San Leo, il Montefeltro" organizzato dalla Società di Studi Storici per il Montefeltro.
Io interverrò sul tema dello stemma comunale che come noto vede rappresentato anche San Francesco.
Il convegno si svolgerà a San Leo, presso il Palazzo mediceo a partire dalle ore 15.30.

Informazioni presso lo IAT di San Leo, 0541-926967, email info@sanleo2000.it

 
 

lunedì 22 luglio 2013

Al castello di Montecopiolo


Si è svolta ieri la Giornata del castello di Montecopiolo. Nella corte del maniero, ai piedi dell'estrema rupe ove sorgeva il maschio, ho collocato la serie degli scudi della famiglia dei Montefeltro che in quel luogo ebbe con sempre maggior evidenza (anche archeologica) il primitivo dominio.
Di fronte agli scudi ho appeso a un giovane noce un grande albero genealogico-araldico della casata davanti al quale ho intrattenuto un folto gruppo di visitatori su alcune fasi salienti della vicenda politica dei Montefeltro che influenzarono l'evoluzione dello stemma.

Ringrazio per l'ospitalità e la collaborazione Daniele Sacco e Siegfried Vona del Centro Archeologia Medievale di Montecopiolo (Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”) e Giovanni Fabbri presidente della Pro Loco.


 
La decorazione araldica degli scudi, del pennone da trombetta e lo stendardo con la divisa è stata realizzata dal sottoscritto (che non è un artista araldico...) sulla base di modelli stilistici documentati.
 
L'albero genealogico-araldico dei Montefeltro esposto in una precedente manifestazione.


martedì 9 luglio 2013

Divulgazione araldica alla Giornata del castello di Montecopiolo

L'araldo Montefeltro (il sottoscritto) sarà presente alla manifestazione La giornata del castello presso il sito archeologico del castello di Montecopiolo (PU).
Cos'è l'araldica, come nacque, quali sono i principi che la governano, quali notizie sui blasoni delle famiglie signorili dell'area, questo ed altro al banco dell'araldo nel sito che fu culla della casa dei Signori di Urbino.



Programma:
16.30 - Saluto dell'Amministrazione comunale
16.45 - Presentazione delle ultime campagne di scavo a cura dell'Università degli Studi di Urbino.
17.30 - Visita guidata al sito archeologico con la presenza di figuranti in costume medievale
18.30 - Rinfresco

Dalle 16.30 servizio di navetta gratuito da Villagrande al sito del castello


Pro Loco di Montecopiolo: il sito webFacebook - tel. 0722.78130
Archeologia Medievale Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo"
Il volume ArcheoMed dedicato agli scavi del castello di Montecopiolo