mercoledì 14 aprile 2010
Sbarco in America
Ecco il video della conferenza.
giovedì 8 aprile 2010
Visto, si stampi.
domenica 28 marzo 2010
L'orripilante nuovo logo dell'Università di Urbino.
Prima di affrontare il merito del problema, due sono le domande che sorgono spontanee: occorreva davvero il restyling dell’emblema dell’Università? Non sarebbe stato opportuno indire un concorso? Ebbene alla prima rispondo no e alla seconda sì, soprattutto vista la presenza a Urbino dell’Accademia di Belle Arti, dell’ISIA e dell’Istituto d’Arte, per non parlare d’oltre Trasanni…
L’Ateneo, invece, si è dato risposte opposte, peraltro con un risultato davvero molto deludente; ha così provveduto al radicale cambiamento del proprio logo (ufficialmente non sostitutivo di quello storico), affidando il lavoro a un’agenzia di grafica senza concorso, così come avvenne, con un altro ben misero risultato, in occasione del quinto centenario dell’Università. Coazione a ripetere?
“Mostrare l’immagine attraverso un messaggio, flessibile e globale, al passo con i tempi”, “dare una visione riconoscibile e visibile”, una “nuova linea comunicativa. Un’immagine inedita, coerente armonica e comprensibile dell’essere e dell’esserci dell’Ateneo”, persino “un’identità nuova, fresca, d’impatto e dinamica al pari delle università europee”; si è giunti persino a invocare un “nuovo Rinascimento”, di cui la città di Urbino sarebbe simbolo. Queste alcune delle dichiarazioni che hanno accompagnato il lancio del nuovo logo. Parole generiche, vacue e scontate che non avrebbero stonato nella bocca di uno stilista qualsiasi a margine dell’ennesimo défilé.
Lasciamo perdere il contorno e dedichiamoci alla sostanza. Non so se Eikon abbia compiuto studi preliminari sull’evoluzione storica e artistica dello stemma dell’Ateneo urbinate, o se si sia limitata a copiare pedissequamente la piccola ricerca che io realizzai negli anni ‘90 del secolo scorso, come fece l’agenzia Kaleidon in occasione della creazione del logo per la ricorrenza del 5° centenario dell’Ateneo Il dubbio che non abbia fatto né l’uno né l’altra, sorge leggendo nel comunicato stampa che il nuovo emblema “si ispira al logo originario che si ritrova in un gonfalone della seconda metà del 1800 (…)”. Un’affermazione che dice lunga sulle premesse del risultato finale dell’operazione.
E’ stato spiegato che “La nuova linea comunicativa garantisce una continuità tra l’iconografia precedente e quella attuale, pone al centro la figura dell’Immacolata”, ma è davvero così?

(Ultima version dell'emblema storico) (Emblema realizzato da Eikon)
Esaminando il nuovo logo dell’Università ritrovo l’immagine dell’Immacolata in forma assai stilizzata, una sorta di datata e modesta icona, sostanzialmente irriconoscibile, se non per la vistosa aureola che però accentua la somiglianza della Vergine a un mozzicone di candela acceso.
lunedì 8 febbraio 2010
"Segni di Marca"
sabato 30 gennaio 2010
Nuova sede per la conferenza "Segni i Marca"
venerdì 15 gennaio 2010
SEGNI DI MARCA - Conferenza ad Ancona 05.02.2009
Venerdi 5 febbraio 2010 ore 15,00 - Palazzo degli Anziani - ANCONA
Il convegno conclude la fase di ricerca del progetto relativo alla storia ed evoluzione dell’araldica e della simbologia comunale delle Marche promosso dalla Presidenza dell’Assemblea Legislativa delle Marche, dalla Presidenza della Giunta regionale delle Marche e dall’Anci Marche.
A partire dalla documentazione archivistica raccolta e da un’ampia iconografia, il gruppo di studiosi impegnati nella ricerca illustrerà, nei suoi aspetti generali e in questioni di dettaglio, le caratteristiche più tipiche della simbologia delle comunità marchigiane, evolute, come elementi di un “patrimonio simbolico-iconografico”, nel quadro di una forte identità regionale ed istituzionale strettamente intersecate con le vicende storiche del territorio e le ideologie politiche, dal medioevo ad oggi”.
Ore 15,00 saluti
Raffaele Bucciarelli
Presidente assemblea legislativa delle Marche
Gian Mario Spacca
Presidente Giunta regionale Marche
Patrizia Casagrande
Presidente ANCI Marche
Fiorello Gramillano
Sindaco di Ancona
Ore 15,30 apertura lavori
Mario Carassai
Coordinatore Progetto
Virginio Villani
La storia istituzionale urbana della regione
Alessandro Savorelli
L’evoluzione della simbologia comunale nelle Marche: tra identità e ideologia
Vieri Favini
Tipologie simboliche: stemma, sigillo, vessillo: casi marchigiani esemplari
Antonio Conti
Araldica comunale e signorile: il Ducato di Urbino
Luigi Girolami
Vicende dell’araldica comunale in un contado (Ascoli)
domenica 10 gennaio 2010
VENTIMILA VISITE
Evviva!
giovedì 24 dicembre 2009
Se questa è arte, certo non è araldica!
Si tratta di un grosso bassorilievo in ceramica rappresentante lo stemma della Provincia racchiuso in un'artistica corona di oggetti vari.
Ecco come veniva presentato dal comunicato ufficiale della Provincia:
"PESARO. Si aprono con un dono speciale alla Provincia i festeggiamenti per i dieci anni dell’Associazione Amici della ceramica di Pesaro. Il sodalizio, guidato dal neo presidente Claudio Giardini, storico dell’arte e cultore di memorie locali, offrirà all’Amministrazione di viale Gramsci un bassorilievo maiolicato che riproduce in chiave moderna e “personalizzata” lo stemma roveresco dell’ente.
L’opera è stata realizzata dall’artista Anna Rosa Basile(...).
Attorno al nucleo centrale, che riproduce fedelmente lo stemma originario, si sviluppa una cornice che evoca le arti e gli elementi naturali distintivi delle terre di Pesaro Urbino. Da una conchiglia avvolta nelle onde del mare escono la musica, il teatro, l’arte della ceramica rappresentati da elementi simbolici.
(...)
milena bonaparte/ufficio stampa".

Che dire? Se questa è arte, certo non è araldica. Com'è possibile sbagliare così clamorosamente gli smalti delle partizioni e delle figure?
Tralascio alcuni minuti particolari, ma alcune clamorose inesattezze non possono essere taciute.
Quell'inquartato di rosso e d'argento non è quello dell'originario stemma del Comune di Pesaro, inoltre non si capisce come possa essere finita in questo stemma l'aquila estense d'argento in campo azzurro :-)))
L'araldica non è l'aritmetica: mutando l'ordine degli addendi il risultato cambia, eccome! Così mutato l'ordine degli smalti del bandato urbinate l'aquila sulla ha dovuto mutare livrea per non scomparire in una macchia scura, nero-azzurra.
Non credo che a giustificare questi errori basti precisare a posteriori che lo stemma è stato "riveduto e corretto, per quanto attiene la parte periferica e la scelta cromatica diversa da quella tradizionale" (da "il Nuovo amico" del 06.12.2009, p. 21).
Questa affermazione dimostra una sostanziale ignoranza araldica: innanzi tutto lo stemma della Provincia è quello dato dall'unione degli stemmi comunali di Pesaro e di Urbino, mentre la cornice è un mero elemento decorativo lasciato, questo sì, al libero arbitrio dell'artista di turno; in secondo luogo gli smalti di uno stemma non sono folclore ma elementi costitutivi dello stemma stesso e non possono essere mutati alla bisogna.
martedì 11 agosto 2009
I miei stemmi al Museo del Castello dei Conti Oliva
mercoledì 5 agosto 2009
Osservazioni araldiche e storiche sugli stemmi dei Montefeltro a palazzo Bonaventura
Si tratta di un'ulteriore anticipazione del più ampio lavoro di ricerca che ho condotto sull'araldica di questa famiglia, un tempo svolta nella prospettiva di realizzare un'opera monografica, ma ora destinata a essere pubblicata sotto forma di diversi articoli, si vedano quelli già pubblicati: "l'Ordine napoletano dell'ermellino e l'iconografia d Federico da Montefeltro" e "Guidobaldo da Montefeltro, duca di Urbino: fu mai gonfaloniere di Sancta Romana Ecclesia?".
venerdì 22 maggio 2009
L'Ordine napoletano dell'Ermellino e Federico da Montefeltro
In “Nobiltà. Rivista di araldica, Genealogia, Ordini Cavallereschi”, marzo-aprile 2009, n. 89.
Nella tarda estate del 1474, poco prima di essere elevato al rango ducale, il conte Federico da Montefeltro (1422-1482) veniva aggregato all'Ordine dell'Ermellino fondato nel 1465 dal re di Napoli Ferdinando d'Aragona. Sono numerose le rappresentazioni dell'insegna di quest'Ordine nelle decorazioni di Palazzo ducale di Urbino, ma una in particolare ha attirato l'attenzione di numerosi studiosi. Qual è la reale lettura del ritratto di Federico da Montefeltro col collare dell'Ordine nella bella serie di pannelli intarsiati dello studiolo di Palazzo ducale di Urbino?
Fino ad oggi le interpretazioni si sono incentrate sul doppio carattere del duca di Urbino, umanista e guerriero, ma è questo il vero messaggio lanciato da quel ritratto? Questo mio articolo esplora una diversa lettura che individua un Federico intento ad esprimere i particolari valori fondantivi della costituzione dell’Ordine cavalleresco napoletano dell’Ermellino. Secondo la mia ricostruzione, in quel pannello il Montefeltro è rappresentato con l'abito dei cavalieri dell'Ermellino.
Per giungere alla definizione della mia ipotesi ho ripercorso le vicende del'Ordine e quelle legate all'ammissione del Montefeltro, seguendo l'iter dei seguenti paragrafi:
- La cavalleria e i Montefeltro.
- L'Ordine dell'Ermellino.
- L'aggregazione del conte Federico da Montefeltro.
- Le insegne dell'Ordine nell'iconografia di Federico da Montefeltro.
